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Lettera aperta di un animale
di Marina Berati
Caro
lettore, questa lettera ti farà arrabbiare, ti avverto. É aggressiva e
anche un po' irritante. Ma è fatta apposta così.…perché se gli animali
potessero parlarti, ti direbbero questo. E con un tono ancora più arrabbiato
di questo, ne sono convinta! Magari ci aggiungerebbero anche qualche calcio
o incornata...
Se tu fossi in prigione - senza aver commesso
alcun reato, e senza conoscerne la ragione - e ti aspettasse solo sofferenza
e poi la morte... vorresti essere "protetto", avere dei "diritti", quali
avere a disposizione una cella più grande, un metodo di uccisione meno
cruento... oppure vorresti essere libero e lontano dai tuoi aguzzini?
Aggiungi a questo che sei prigioniero presso una "civiltà" che ti è del
tutto aliena, che non conosci, che non capisci, che ha regole che non
sono le tue, per te assolutamente insensate e innaturali. Aggiungi anche
che tu a questi individui non hai mai fatto nulla di male, non li hai
mai attaccati, e che la tua prigionia e conseguente morte non è necessaria
per la loro sopravvivenza, ma è, semplicemente... un'abitudine. Aggiungi
ancora una cosa: non sei in grado di difenderti, sono così tanto più potenti
di te.
Cosa vorresti? Che qualcuno spiegasse ai tuoi aguzzini, in modo pacifico,
ragionevole e corretto, che stanno sbagliando? Che la società cambiasse?
Che nel frattempo i più "sensibili" di loro si lavassero la coscienza
offrendoti qualche "comodità" in più, ma oltretutto solo sulla carta,
mai reale? O vorresti che qualcuno ti liberasse e ti portasse via da lì?
Quella descritta non è la fantasia di una mente malata, né un racconto
di fantascienza, ma la realtà quotidiana di miliardi di animali non umani.
Come me, mucca "da latte". Specifico "non umani", col rischio di far sorridere
di compatimento qualcuno, perché sono molti quelli pronti a dire "ma anche
noi umani siano animali". Voi siete animali quando vi fa comodo, ma siete
"esseri superiori" tutte le altre volte, vero?
La prigionia, la sofferenza, la morte inevitabile, è di tutti quegli animali
che, come me, sono segregati in allevamenti intensivi per la "carne" (mammiferi,
uccelli o pesci) o il latte e le uova. É di tutti quegli animali che voi
umani allevate perché hanno una bella pelliccia che volete rubargli. Di
tutti quelli che nei laboratori vengono torturati in nome di una scienza
che non è affatto tale, ma è la negazione della scientificità. Di tutti
quelli imprigionati nelle gabbie degli zoo e dei circhi, o tenuti nei
negozi di animali per essere venduti all'ingenuo di turno che magari crede
di "amare gli animali". E intanto li compra, incrementando un commercio
che sfrutta e ammazza ogni anno un numero enorme di animali, specie quelli
esotici. Di tutti quelli "sparati" dai cacciatori tanto amanti della natura;
magari allevati appositamente e poi liberati poco prima dell'apertura
della stagione di caccia. Di quelli usati nelle fiere, sagre, palii di
paese in mezzo a invasati che urlano perché "è tradizione" ammazzare,
spaventare a morte, far correre fino allo sfinimento animali. Animali
non umani, come me.
A voi umani, noi animali non chiediamo dei diritti "per finta". Chiediamo
solo di essere lasciati in pace. Cosa significa, essere lasciati in pace?
Significa non costringerci, come ora, a essere inclusi nella Vostra società.
Non l'abbiamo mai chiesto. Noi ce l'abbiamo, una nostra società, in cui
sappiamo vivere in equilibrio con la natura e tra di noi. Noi sappiamo
qual è il nostro posto nel mondo. Gli animali selvatici vivono perfettamente
inseriti nel loro ambiente, quando glielo lasciate fare e non intervenite
con caccia, ripopolamenti, abbandono di animali "da compagnia" che vi
hanno stancato, spianamento di boschi, inquinamento delle acque. Non abbiamo
bisogno di voi. Non abbiamo bisogno di diritti. Solo di star fuori dal
"vostro" mondo. Quelli selvatici sono gli unici animali che esistono,
in natura. I nostri progenitori, erano selvatici.
Noi invece siamo animali "artificiali" che fate nascere e crescere, e
non esisteremmo proprio, se non ci faceste nascere voi per poi sfruttarci!
Sarebbe molto semplice, per voi, evitarci questa schiavitù: basterebbe
smettere di perpetuare la nostra nascita! Non serve ucciderci. Basta solo
che smettiate di farci nascere per forza, per avere nuovi schiavi, nuova
carne da macello. Ci fate nascere per ucciderci. É agghiacciante.
Troppo comodo, offrirci di "stare un po' meglio", chiamando questo un
"diritto", che, bontà vostra, ci regalate! Credete che cambi qualcosa
per i miei figli che mi portate via appena partoriti, uno dopo l'altro,
stare in un box di 1 metro anziché in uno di 50 cm?! Credete che così
la vita per loro sarebbe accettabile? E che andranno al macello felici
e contenti di finire mangiati da voi, come toccherà a me tra non molto?
E credete che la mia disperazione sarebbe minore nel vedermeli portare
via?
Troppo comodo l'allevamento "biologico", che ci lascia spazio per pascolare,
ma che alla fine ci ammazza comunque in un macello puzzolente e sudicio
di sangue. E ve l'ha mai detto nessuno, a voi che vi nutrite di "carne
biologica", che questo genere di allevamento coprirebbe il fabbisogno
di tutti solo se mangiaste carne 1-2 volte al mese? Credete che
sia possibile mangiare le carni di noi animali a ogni pasto allevandoci
tutti in modo "biologico"? Non è possibile, e non ci vuole tanto a capirlo.
E allora... non lavatevi la coscienza col "biologico".
E di tutte le "piccole concessioni" fatte agli animali d'allevamento,
viste con favore da taluni "amanti degli animali" che ce ne facciamo?
Se sei un maiale e vivi in un capannone tanto affollato da non poterti
muovere, avere a disposizione il 50% di spazio in più, o anche il doppio,
ti cambia la vita? La nostra vera vita la possiamo vivere solo in spazi
aperti, con la terra sotto le zampe, con la libertà di costruirci la nostra
società, come sappiamo fare e come abbiamo sempre fatto, quando eravamo
liberi. E i miglioramenti nel trattamento degli animali "da macello" sono
solo una presa in giro: l'unico vero modo di far cessare la nostra sofferenza
è smettere di mangiarci e sfruttarci. Non c'è un altro modo. Se ti illudi
che ci sia, prendi solo in giro te stesso.
Non è colpa degli "allevatori cattivi" che ci tengono male, cosa credi?
Sono i "consumatori cattivi" che non solo glielo permettono, ma li inducono
a farlo. Sono tutti coloro che vogliono mangiare carne, latte, uova, a
tutti i pasti, in quantità enormi e a basso prezzo - basso solo apparentemente,
perché l'industria che ci alleva e ci uccide è in perenne e grave passivo,
e solo le vostre tasse la rendono sostenibile! Lo sappiamo perfino noi
mucche...
E così per ogni altro tipo di sfruttamento o uccisione in cui fate i "consumatori":
consumatori di pellicce o di apparentemente innocui giubbotti imbottiti
con collo e polsi "pelosi" che vi vedo spesso indossare. É pelo di animale
ammazzato, lo sapete?
O quando fate i visitatori di zoo e circhi, con animali prigionieri e
tristi o disperati. Lo si vede subito che hanno il cuore spezzato, e voi
non ve ne accorgete, ma non sapete capire la sofferenza altrui? E voi
visitatori delle tradizionali e "simpatiche" fiere di paese in cui l'attrazione
principale è un più o meno fantasioso maltrattamento di animali! É colpa
vostra. Solo vostra.
E infine, gli animali "da compagnia". Loro sono più fortunati di noi.
Di solito non vengono uccisi o sfruttati. Di solito. Ma troppo spesso
non è così, e la cattiveria umana si sfoga anche su di loro. Finché esisteranno
animali "domestici", animali che voi avete addomesticato e che hanno bisogno
di voi per vivere nella vostra società, maltrattamenti, sfruttamenti e
uccisioni saranno sempre in agguato.
E quelli che tenete, "per bellezza"? Tutti gli animali che stanno in gabbia,
come criceti, uccellini, spesso di specie esotiche, come tartarughe, pappagalli
o altro. Fatevi dire da un animale catturato in un altro paese, uno dei
pochi che sopravvive al viaggio (uno su cinque, mi raccontano), se si
ritiene fortunato a essere sopravvissuto e a finire prigioniero a vita
nel salotto di qualche sbruffone che "ama gli animali".
Che dire di tutti quelli che dicono di amare i cani... e poi li comprano
in negozio, anziché rivolgere il loro amore a un animale abbandonato che
ne ha bisogno! Nei canili gli animali abbandonati stanno a volte perfino
peggio di noi, animali "da macello". Soffrono come noi, nei tanti canili
lager sparsi nel mondo. E anziché offrire una casa a loro... voi cosa
fate? Fate nascere apposta un cane nuovo! Ma come ragionate, voi umani?
Cosa credete che siamo, delle macchine?
Non parlateci mai più di protezione, per favore. Non parlateci di diritti.
Non forzate noi animali a stare nella vostra società. Il nostro unico
vero diritto, l'unica cosa che vogliamo, è essere liberi. Da voi umani
Marina
Berati è la coautrice del volume Diventa
vegan in 10 mosse.
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